Recensione e contest: vinci il libro “Vivere Freelance” di Luca Panzarella | I libri di Luca Panzarella
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Recensione e contest: vinci il libro “Vivere Freelance” di Luca Panzarella

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Sulle pagine di YIW in più di un’occasione abbiamo avuto modo di parlare di quelle letture che non dovrebbero mancare nella libreria di ogni web designer: la maggior parte delle volte sono state citate opere prettamente tecniche su quelli che sono i vari campi d’applicazione di questo lavoro: libri sullo sviluppo, manuali sull’usabilità, e cosi via.

Non abbiamo nulla da recriminarci per questo: i libri che abbiamo citato sono quelli che hanno dato un imprinting molto forte alla nostra formazione da “autodidatti”, rendendoci sicuramente persone migliori per ciò che concerne le nostre competenze teoriche e professionali.

Ma.

Ma esiste un altro tipo di lettura. Una lettura che potremmo definire motivazionale, di quelle che non arricchiscono la mente di nozioni, codici e tecnicismi, ma che ti lasciano comunque dentro qualcosa.

Succede all’incirca cosi: leggi un libro, e dopo ti senti un po’ diverso. Non necessariamente migliore, semplicemente diverso. Capace di osservare la realtà intorno a te da un’altra prospettiva, di andare oltre.

Questa potrebbe essere la storia di dieci, cento, mille libri. Magari anche tu hai un libro motivazionale nel tuo cassetto, o forse pensi di non essere tipo da letture cosi prosaiche e poco terrene.

In ogni caso, chiunque tu sia e qualsiasi sia la tua storia, oggi ti parlerò di un libro così.

Niente PHP, CSS, o altro.

Semplicemente un libro di parole, quasi un romanzo, quasi una guida di sopravvivenza. Per i freelance e non. Per chi sogna il salto e non lo ammetterebbe mai, neanche con se stesso. Per chi ha paura di cambiare e per chi vuole disperatamente farlo. Per chi sogna, per chi vuole fuggire, per chi ama sbirciare tra le pieghe delle vite altrui, come in un diario.

Quando ho messo le mani sul libro di Luca, ero sinceramente incuriosita. Se già conosci l’autore (che è intervenuto anche al nostro Seminario di Milano) saprai che la sua natura vagamente eclettica e il suo stile di scrittura sono una garanzia: i suoi articoli sono estrosi, originali, scritti in un italiano invidiabile e allo stesso tempo decisamente informale.

Il suo “Vivere Freelance” non è da meno: come faccio sempre quando una lettura mi entusiasma particolarmente, ho divorato le 179 pagine in un’ora e mezza, interrompendomi solo per leggerne alcuni passi a Nando, seduto di fronte a me.

Questo libro -che certamente ha dell’autobiografico- potrebbe essere la vicenda personale ed emotiva di ognuno di noi: clienti, pagamenti, soldi, le paure sul futuro, le ambizioni, la voglia di mettersi in gioco, le riflessioni, le debolezze. Il tutto condito con una grande autoironia, che dà alla storia e al suo protagonista quel tocco un po’ fumettistico che non guasta mai.

Non voglio dirti più di questo: io non conoscevo trama e soggetto, e l’effetto “sorpresa” mi ha aiutata senz’altro ad apprezzare il libro ancora di più. In ogni modo riassumere il tutto in poche righe sarebbe  riduttivo verso una lettura che invece ha un profondo potenziale.

Perciò, se sei un freelance o aspiri a diventarlo, se sei un sognatore, un irrazionale, un audace, se hai bisogno di qualcosa in cui credere, se vuoi leggere la storia di chi in qualche modo “ce l’ha fatta”, se ami le letture sagaci e spiritose: questo libro è stato scritto per te.